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CREDITO PIU' MIRATO, CREDENDO NEL TERRITORIO

Articolo de Il Sole 24 Ore
del 27 Febbraio 2014
estratto da pagina 47

CREDITO PIU' MIRATO, CREDENDO NEL TERRITORIO
Le banche. Gli istituti finanziano progetti specifici e innovativi - Aumentano gli accordi e le sinergie con le confindustrie e le associazioni di categoria
 

È come un cane che si morde la coda: le imprese faticano a ripartire se non hanno credito, ma le banche faticano a dare credito perché sono aumentate le sofferenze e perché - aziende esse stesse – non sono tornate ai livelli di redditività pre-crisi. Ci si mette anche Basilea 3, senza dubbio: parametri più stringenti, regole ferree, che costringono, più che in passato, gli istituti bancari a patrimonializzare per garantire solidita e salute. Costringendoli – a Nordest più che altrove, vista la dimensione bancaria - a guardarsi attorno e a pensare ad aggregazioni, acquisizioni, fusioni. Il calo del credito c'è stato, ma in Veneto le banche di territorio, qui più radicate che altrove, hanno sostenuto il tessuto produttivo. Banca d'Italia registra che in regione nei primi nove mesi del 2013 il credito concesso alle imprese è sceso del 2,3% (-o,80% alle famiglie). Una percentuale considerevole ma minore ad esempio, del -3,9% del Friuli Venezia Giulia o del -3,2% della Lombardia.
«La diminuzione del credito è dovuta anche alla contrazione della domanda, causata dal calo degli investimenti - spiega Vincenzo Consoli, amministratore delegato di Veneto Banca, uno degli istituti popolari maggiormente presenti sul territorio (584 filiali, 6.204 dipendenti, un prodotto bancario lordo di 85,6 miliardi, un totale attivo di 42,2 miliardi - dati al giugno 2013).
Ma gli imprenditori veneti hanno una forza straordinaria. C'è chi va meglio e chi va peggio, però l'ossatura c'è». «E vero, il flusso del credito è minore continua Consoli - ma in questi anni di crisi le banche di territorio hanno fatto la loro parte». Parte che si esplica anche in un nuovo modo di dare credito: a progetti mirati e a chi è capace di innovare, o a chi si spinge all'estero. «Siamo la terza banca italiana all'estero dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo, abbiamo stretto innumerevoli accordi con le banche estere per agevolare i nostri clienti».
In quest'ottica si inseriscono le iniziative a sostegno dell'internazionalizzazione, come l'accordo siglato con Confindustria Padova e con Confindustria Verona che mette a disposizione delle imprese associate 50 milioni di euro; 20 di questi sono destinati a finanziamenti a condizioni vantaggiose soprattutto per chi lavora con l'estero, mentre gli altri 30 sono a disposizione di azioni di leasing, factoring e per anticipi di tredicesime e quattordicesime mensilità. O come i tre milioni di euro a supporto del settore alberghiero della costa adriatica veneziana che gli imprenditori possono utilizzare per sostenere la liquidità delle loro aziende nel periodo di chiusura (si tratta del plafond Sviluppo avviato tra Veneto Banca e Fiditurismo). 

Ultimo aggiornamento  05.03.14   h 16:03